Tema/i | antifascismo | migrazioni / antirazzismo / NoBorder | repressione : Non perseguitiamo i rom
  19-09-2010 10:18
Autore : Thomas Hammarberg *
 
 
  Il provvedimento della Francia nella lotta al crimine ha come specifico bersaglio i rom provenienti da Romania e Bulgaria. E la Francia non è sola. L'Italia, per esempio, ha arrestato e deportato un considerevole numero di romeni di etnia rom negli ultimi anni. Recentemente, anche Danimarca e Svezia hanno rimandato i rom nei loro paesi di provenienza. Espellere le famiglie rom attraverso i paesi membri dell'Unione europea non offre soluzioni a nessun problema.
Si deve riconoscere che ci sono delle ragioni per le quali i membri della minoranza romcercano un futuro in altri paesi. Questo è il problema concreto verso il quale ci si deve impegnare. La maggioranza dei rom in Europa vive in una povertà abietta, sono profondamente svantaggiati nel lavoro, negli standard abitativi e nell'accesso alle cure mediche.
 
     
 
I bambini rom che vanno a scuola in alcuni paesi sono considerati incapaci di apprendere e messi in classi particolari. Molti bambini subiscono, a volte, atti di bullismo negli istituti scolastici e il numero di chi si ritira è alto. Decine dimigliaia di rom in Europa sono apolidi e questo crea ostacoli in termini di accesso ai servizi sociali.
La discriminazione contro la comunità rom in Europa ha una storia lunga e amara. La repressione è nata col clima degli anni 1930/40 quando erano bersaglio dei regimi fascisti in Romania e in Italia. Nelle aree controllate dai nazisti tedeschi parecchie centinia di rom sono stati catturati e portati nei campi di concentramento o trucidati direttamente sul posto. Questo genocidio non è stato preso in considerazione al processo di Norimberga. Il tutto si è risolto in ritardo, con un piccolo risarcimento ai sopravvissuti o ai familiari delle vittime.
La discriminazione anti-rom si è prolungata sino ai nostri giorni e ora è esplosa a causa dei gruppi estremisti di parecchi paesi europei.
Per esempio, si sono perpetuate violenze di gruppo contro individui rom in Repubblica Ceca e in Ungheria. Al punto che le autorità canadesi hanno deciso di garantire asilo politico ai rifugiati rom provenienti da questi due paesi. Il persistente ritornello che si sente contro i rom, è quello che li taccia di commettere crimini, e questo è
uno dei motivi della campagna francese. Certo, ci sono diversi rom che si sono resi colpevoli di furti e alcuni vengono sfruttati dai trafficanti. Ma questo è un fatto che deriva dalla marginalizzazione sociale e dalla mancanza di persone che si prendono cura di loro, e per ovvie ragioni, tutto ciò li fa essere alquanto rappresentati nelle statistiche sulla criminalità.
Questi problemi andrebbero presi sul serio e affrontati preventivamente. Tuttavia, essi – i criminali – non offrono alcun elemento che fa sì che vengano perseguitati tutti i rom. La cui schiacciantemaggioranza non si trova in conflitto con la legge. Questo è un principio etico cruciale, non bisogna dare la colpa a tutto un gruppo per qualcosa che è stato fatto da alcuni dei membri. Gli stati europei e i loro leader devono prendersi le loro responsabilità per la situazione odierna dei rom. La stigmatizzazione retorica si deve fermare. Un serio passo deve essere fatto per contrastare la discriminazione dei rom, non ultimo nei loro paesi di provenienza. Infatti, misure concrete sono necessarie per annullare ingiustizie come quelle che pongono i rom all'interno di una sottoclasse europea. Un primo passo è dare ai bambini una chance di essere educati e agli adulti di cercare un lavoro.
Occorrono significative riforme per proteggere i loro diritti umani, il più possibile attraverso il dialogo con le rappresentanze rom. L'impulso ad alcuni dei cambiamenti dovrà giungere dai rom stessi, all'interno delle loro comunità. Comunque, resteranno sempre
piccoli gli spazi per simili sforzi se, ancora per lungo tempo, i rom saranno bersaglio dei discorsi d'odio che provengono da politicanti e da altri soggetti.
* Responsabile diritti umani del Consiglio d'Europa
 
     
   
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