Tema/i | anticapitalismo / antiglobalizzazione | media/net-attivismo : L'IBM, la Svizzera ed il Nazismo.
  28-04-2010 15:15
Autore : dada
 
 
  Forse per alcuni é più facile occultarli, eppure i fatti che andrò a descrivere qui di seguito sono una realtà storica. Storia che forse dovremmo tenere presente se non vogliamo che in altre forme o metodi si possa ripetere.
Che l'etica di una multinazionale ( se solo provassimo ad immaginare di paragonare una persona giuridica ad una persona fisica) sia quella di un individuo schizofrenico, non è una novità. D'altronde quando lo scopo ultimo risulta essere il profitto, non c'è persona che tenga.
 
     
  Questa tediosa introduzione per ricordare che IBM durante tutto il periodo della seconda guerra mondiale, tra mille difficoltà ed attraverso la filiale Svizzera, si adoperava in tutti i modi per non far mancare le schede perforate al governo nazista. Alla fine della guerra IBM non solo si riapproprierà degli enormi profitti generati durante la guerra, dall'oculata amministrazione nazista, ma si vedrà recuperare le proprie macchine dall'esercito alleato, considerata, alla stregua delle ditte alleate che in Germania hanno subito danni dall' esproprio nazista.

Ma torniamo alla storia: IBM tramite la filiale tedesca Dehomag, prima come diretta affiliata poi - dopo la commissariazione nazista - gestendola mediante la filiale svizzera, collabora alla politica razziale nazista e rende possibile dal punto di vista tecnico l'attuazione della stessa, comprese le deportazioni e il funzionamento dei campi di concentramento e di sterminio. Tutto ciò mediante lo sfruttamento del knowhow IBM in fatto di censimenti (rapidamente convertito in schedatura delle popolazioni soggette) e del brevetto IBM delle schede perforate Hollerith che permettevano l'immagazzinamento di un numero allora enorme di dati, selezionabili poi per singole voci o per voci combinate.
Negli anni '20 durante la presidenza di Thomas Watson assume il nome di International Business Machines.
Proprio Watson sarà il protagonista dell'avvicinamento dell'IBM al governo nazista nei primi anni '30. Egli comprende subito come l'attivismo della nuova classe dirigente tedesca in campo sociale - o più propriamente l'ossessiva volontà classificatoria a fini discriminatori nei confronti degli ebrei - costituisca un humus estremamente favorevole per espandere la competenza dell'azienda in fatto di censimenti e ne prevede i notevoli profitti che possono derivarne. Potenziando la filiale IBM tedesca (e il fatto che abbia un nome tedesco - Dehomag, Deutsche Hollerith Maschinen Gesellschaft - farà sì che possa operare indisturbato anche in anni di embargo contro la Germania nazista), Watson inizia già nel 1933 a provvedere con tecnologia e personale al primo censimento dell'era nazista, che verrà poi ripetuto e perfezionato, in consonanza alle esigenze del committente, sino agli anni della guerra.
L'accordo con l'autorità nazista durante questi anni sarà totale. L'IBM collaborerà col regime, fornendo gli strumenti indispensabili per la schedatura della popolazione del Reich e assecondando le richieste di sempre maggiori particolari utili per identificare gli ebrei e per differenziare al loro interno le varie categorie (percentuale di sangue ebraico, ebrei combattenti nel I conflitto mondiale, matrimoni misti, ecc.) discriminanti sulla passibilità di deportazione. La tecnologia IBM inoltre risulterà utilissima alla Germania anche per la riorganizzazione industriale, compresa quella dell'industria bellica, e per l'organizzazione dei trasporti. Il quadro delineato da Black tende a ricostruire una pressoché totale dipendenza dei nuovi assetti della Germania dalla tecnologia IBM e un sostanziale assecondamento di quest'ultima al climax persecutorio del regime contro gli ebrei che passerà dalla conferenza di Wannsee e giungerà sino ad Auschwitz.
Lo stesso Watson intrattiene rapporti con gerarchi e con Hitler, dal quale viene insignito nel 1936 della "Croce al merito dell'aquila tedesca", la più alta onorificenza nazista concessa ad un non tedesco. Nella sua veste di presidente della Camera di commercio statunitense organizzò proprio nella Berlino nazista la Conferenza annuale della Camera di commercio internazionale e cercò in ogni modo di orientare l'establishment economico e politico in favore di quella Germania che l'opinione pubblica e i vertici governativi, al contrario, cominciavano a isolare e boicottare in quanto regime liberticida e con dichiarate velleità imperialistiche. Anche quando sarà costretto, per opportunità politica all'interno di un contesto ostile, a restituire l'onorificenza nazista, rimarrà comunque uno strenuo difensore dell'affidabilità economica del partner tedesco e un suo sostenitore in campo politico.
Allo scoppio della guerra Watson, che ha appena superato una "ribellione societaria" all'interno della Dehomag, pare schiacciato dagli eventi. Riesce tuttavia a superare il boicottaggio del periodo della neutralità americana facendo gestire dalla filiale di Ginevra, in diretto contatto con la casa madre, gli affari della filiale tedesca e riesce anche a pilotare la gestione controllata della ditta, che viene adottata al momento dell'entrata in guerra degli USA, come avviene per tutte le ditte di paesi ostili.
Dopo aver conquistato il mercato tedesco, la Dehomag segue l'esercito tedesco sui territori di conquista, aprendo nuove filiali e organizzando censimenti: così in Austria e in Cecoslovacchia. Nei casi successivi, particolare veramente agghiacciante, l'IBM anticipa le mosse della Wehrmacht, istituendo nuove filiali e iniziando i censimenti in territori che verranno occupati solo in seguito, in modo che i nuovi governi nazisti abbiano già, al loro stesso insediarsi, tutti i dati per individuare, colpire e deportare gli ebrei della Polonia, Ucraina, Belgio, Olanda. La prova del nove, secondo Black, è costituita per questo aspetto dal caso francese, in cui la concorrenza della Bull, ed il conseguente mancato monopolio dell'IBM nel campo dei censimenti, avrà come effetto una meno efficiente organizzazione delle deportazioni ed un minor numero percentuale di ebrei sterminati. Si tratta, come si può vedere, di accuse terribili, supportate con dati e documenti inoppugnabili.
L'apporto fondamentale della tecnologia e dell'organizzazione IBM all'olocausto ed il particolare tipo di elaborazione dei dati dei censimenti grazie alla tecnologia IBM rese possibile l'individuazione rapida degli ebrei e l'elaborazione di schede personali selezionabili per varie caratteristiche. Saranno i fori delle schede IBM a decretare chi verrà deportato, chi verrà mandato nei campi di lavoro e chi in quelli di sterminio. La scheda personale accompagnerà il deportato sino alla sua ultima destinazione e sarà proprio il numero della scheda IBM quello che verrà tatuato sulla pelle dei deportati. L'organizzazione stessa dei campi sarà effettuata mediante la medesima tecnologia (in molti Lager vi sarà un ufficio Dehomag) e anche quella dei trasporti (i treni di Eichmann) sarà regolata tramite le schede IBM.

In conclusione: se le schede perforabili, in una società industriale che portava al controllo delle masse sono state fondamentali per la shoah.
Nella attuale società immateriale dove il controllo si fa nanotecnologico verso quali conseguenze potremo ritrovarci se il profitto continua ad essere l'unico metro con cui misurare i diritti umani.
 
     
   
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